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Senatore Maurizio Castro, relatore alla riforma del lavoro: "abbiamo risposte tecniche, ma serve 'condensa' politica" >>
 
Data: 07/05/2012
 

Uno dei due relatori alla riforma del Lavoro, il Senatore Maurizio Castro - da sempre vicino all’ANMIL - ha definito “la situazione molto complessa” e non nasconde le difficoltà parlamentari legate all'iter del Ddl, ricordando anche che c'é da attendere il responso delle urne che potrebbe complicare ancora di più il dibattito su un tema caldo come quello del lavoro. In ogni caso - puntualizza Castro - c'é una 'dead line' fissata a giugno, come da impegni presi dall'Italia. E non si può sforare. Pena un giudizio 'pesante' da parte delle Istituzioni internazionali. Oltre ai risultati elettorali "stiamo attendendo i pareri della Commissione Bilancio del Senato che ha già rilasciato il parere sul testo base e ora deve esaminare i 1.048 emendamenti presentati. Dopo i pareri discuteremo e voteremo. Un’eventuale riduzione delle proposte di modifica dipende da come si va in Commissione, se ci sarà un'intesa tra relatori e tra relatori e Governo potrebbe esserci una razionalizzazione. Viceversa, ognuno manterrebbe i suoi emendamenti". E sui tempi di approvazione Castro conferma: "possiamo immaginare di farcela stressando i ritmi in 3 giorni dopo i pareri della Commissione Bilancio". Quindi il voto inizierebbe "in teoria a partire da questa settimana". Sul lavoro già svolto, Castro spiega che c'é stata "un'ampia ricognizione anche nel lavoro dei relatori (l'altro é Tiziano Treu). Dal punto di vista tecnico l'istruttoria è completata, ora servono le scelte politiche". Su eventuali modifiche di 'peso' aggiunge: "Lo stravolgimento del testo non è all'orizzonte. Sugli ammortizzatori c'é un vasto consenso e sull'articolo 18 il 'lodo' 'A.B.C.' ha blindato i contenuti. C'é da lavorare sulla flessibilità in entrata: ci sono ancora capitoli aperti, soprattutto sulle partite Iva e l'apprendistato. C'é attesa per la mediazione politica". In particolare per quanto riguarda la stabilizzazione delle partite Iva "é abbastanza chiaro che, applicando gli indici dell'articolo 9, c'era il rischio di travolgere le partite Iva genuine. Credo che le categorie possano avere delle perplessità, ma bisogna vedere se ci sono i margini per accogliere queste istanze o prevarrà l'esigenza di un rapido confronto parlamentare". Il problema, però, è anche il nuovo quadro politico: "Siamo a poche ore dai risultati delle amministrative da cui avremo indicazioni sul clima che ci sarà. Se l'esito del voto dovesse corroborare le preoccupazioni delle categorie, questo potrebbe indurre il Governo ad una maggior disponibilità". Ma "la partita è prossima ad una conclusione e bisognerà vedere in quale direzione: se si andrà verso un 'rassodamento' del Testo o verso una sua integrazione. Lo si capirà nelle prossime 48 ore. Fermo restando che, se le indicazioni del quadro politico fossero ancora confuse, c'é sempre il ballottaggio. La 'dead line' è comunque la fine di giugno". Insomma "il quadro è molto complesso. Io e Treu abbiamo tutte le risposte tecniche. Ma serve la 'condensazione' politica. A giugno qualcosa dovrà succedere: si può negoziare o persino bisticciare fino a un certo punto, ma poi servirà una risposta di Paese: verrà meno la legittima rappresentazione dei propri interessi di parte".

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