Il saluto del Presidente Franco Bettoni
Caro Marco,
ci sono momenti nei quali si sente il bisogno di restare da soli con il dolore che ti provoca la perdita di una persona cara; una persona che con la sua presenza ed il suo impegno ha condiviso e promosso momenti importanti per la gente che lavora, è esposta ai rischi del proprio mestiere, ne subisce le conseguenze traumatiche sul piano fisico e morale.
Vorrei restare solo per tenermi dentro il dolore per la perdita di un amico che ho avuto modo di apprezzare per il suo lavoro, l’impegno professionale e sociale e per la straordinaria dignità ed il coraggio con cui ha affrontato una malattia che, pur implacabile, non ha mai condizionato la Tua presenza al fianco dei tuoi collaboratori, al fianco di soggetti come noi dell’ANMIL nel portare avanti riforme, piccoli passi nello sviluppo di un sistema di tutela nonostante le enormi difficoltà del momento.
Ho ancora in mente, nel cuore, le parole con le quali ci hai sempre dimostrato la Tua vicinanza. Ecco, come vedi, non sono riuscito a non parlarti di lavoro, come abbiamo sempre fatto per la comune passione per le cose realizzate e non solo pensate. E così mi sembra che sia possibile non interrompere il filo del discorso che ci ha accomunato in questi anni nei quali siamo riusciti, insieme ad organi ed a professionalità eccellenti, a creare un clima di costruttiva collaborazione, di amicizia gestionale che, sono sicuro, sapremo arricchire sulla spinta delle cose già realizzate e del messaggio di impegno che ci lasci.
Con questo Ti saluto, come amico, a nome di tutti noi dell’ANMIL che non mancheremo, nei prossimi giorni, di ricordare in modo certo più adeguato quanto hai fatto nel promuovere l’interesse di tutti i livelli politici ed amministrativi per la tutela delle condizioni lavoro e di quanti continuano a subire dolorose conseguenze dal verificarsi dei rischi che le caratterizzano.
Franco Bettoni