QUANDO LO SPETTACOLO SI TRASFORMA IN TRAGEDIA


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Gli infortuni lavorativi nell’ “Allestimento palchi, stand e scenografie”

 
di Franco D’Amico - Coordinatore
dei sevizi statistico-informativi ANMIL

 

 

QUANDO LO SPETTACOLO SI TRASFORMA IN TRAGEDIA

 

Gli infortuni lavorativi nell’ “Allestimento palchi, stand e scenografie”

 

 

È notizia di questi giorni la richiesta di condanna a tre anni e quattro mesi avanzata dal p.m di Trieste nei confronti dell’ingegnere che era stato incaricato delle verifiche statiche dell'impianto, improvvisamente collassato la mattina di tre anni fa in cui si sarebbe dovuto svolgere il concerto di Jovanotti; con lui sono stati anche imputati l'organizzatore locale del concerto e il titolare della società incaricata della fornitura e montaggio della struttura.

Dietro la facciata patinata del mondo dello spettacolo si cela, dunque, tutta una serie di attività lavorative dalle caratteristiche del tutto peculiari sia per quanto riguarda le tipologie di mansioni svolte, sia per quanto riguarda i relativi profili di rischio infortunistico.

Quello dello spettacolo, infatti, è un settore economico molto ampio e variegato, che conta circa 35.000 aziende e quasi 130.000 addetti impegnati in attività tra le più svariate, che spaziano dalle figure prettamente artistiche e culturali a quelle assimilabili invece alle lavorazioni tipiche di operatori tecnici o manuali.

In base al sistema classificatorio adottato da INAIL, nel settore sono comprese attività molto diversificate: Produzione di film e cortometraggi, di spettacoli teatrali e di programmi radiofonici e televisivi; Gestione di cinema, teatri, sale da concerti, circhi ed altre attività di intrattenimento; Sale da gioco o da biliardo, Giardini zoologici, acquari, ecc., Musei, biblioteche e archivi; Gestione impianti sportivi (stadi, piscine, campi da tennis, maneggi ecc.) e attività di sportivi professionisti. Ma, come già detto, accanto a queste attività di natura specificamente artistico-spettacolare, convivono operazioni di carattere molto più “industriale” sia per quanto riguarda la tipologia di lavorazione che, conseguentemente, gli alti livelli di rischio infortunistico: Allestimento palchi, stand e scenografie (per fiere, mostre, concerti, teatri, ecc.).

Si tratta di operazioni molto delicate e complicate che si rivelano particolarmente pericolose soprattutto nelle attività di montaggio e smontaggio di strutture metalliche per la realizzazione dei grandi palchi in occasione di eventi musicali o di spettacoli vari.

Lo stato di potenziale pericolosità, connesso alla perdita di stabilità delle strutture per cedimento, si evidenziò prepotentemente proprio a seguito di due incidenti avvenuti l’uno (di cui si è già accennato) a Trieste nel dicembre 2011, e l’altro a Reggio Calabria nel marzo 2012, in occasione dell’allestimento dei concerti rispettivamente di Jovanotti e Laura Pausini, dove persero la vita due giovani operai.

Per tali tristi eventi è stata riscontrata una molteplicità di responsabilità che nasce proprio dal fatto che l’organizzazione di enormi palchi da spettacolo presenta svariati fattori ad alto rischio dovuti alla compresenza di più imprese esecutrici e di un elevato numero di operatori costretti a intervenire nella stessa area di lavoro e spesso nel rispetto di tempi strettissimi. Un luogo di lavoro con tante imprese e tante persone, dunque, (queste ultime, frequentemente, anche di varie nazionalità) impegnate ad avvicendarsi in spazi ristretti, tra strutture di grandi dimensioni e a rilevanti altezze, nello svolgimento di mansioni diverse e con durate d’intervento variabili. Non di rado, inoltre, le stesse operazioni sono anche sottoposte a ulteriori limitazioni quali il rispetto di particolari vincoli ambientali o architettonici o il disagio – in caso di eventi all’aperto – di sfavorevoli condizioni meteorologiche e ambientali.

In media, nell’ultimo quinquennio, si sono verificati ogni anno circa 350 infortuni indennizzati dall’INAIL: in pratica un incidente al giorno compresi ferie e festivi. Di questi, la stragrande maggioranza (circa 320 casi l’anno) comportano inabilità temporanea con almeno 4 giorni di assenza dal lavoro; circa 30 casi l’anno comportano una inabilità permanente di grado pari o superiore al 6%. Nell’ ultimo triennio si è verificato un incidente mortale ogni anno.

Il dato riferito al 2013, è da ritenersi ancora non consolidato e quindi provvisorio.

Nella stragrande maggioranza degli incidenti (oltre il 95% del totale) sono rimasti coinvolti lavoratori di sesso maschile, mentre la componente femminile rappresenta una quota marginale (una quindicina di casi l’anno, per lo più di gravità medio-bassa). Gli incidenti mortali, per fortuna relativamente limitati, hanno colpito esclusivamente gli uomini.

Le cause principali degli incidenti sono rappresentate prevalentemente da “scivolamenti, urti, movimenti scoordinati..” (40% circa del totale) e da “caduta di persona su piano o dall’alto” (circa 35% del totale). Nel caso di incidenti mortali la causa è dovuta sempre al cedimento di ponteggi o altre strutture metalliche utilizzate nella realizzazione del palco.

Le aree geografiche dove si registra il maggior numero di incidenti di questo tipo sono le regioni del Nord, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Alla luce della accertata pericolosità di questo particolare comparto, proprio di recente è stato realizzato un importante passo avanti a favore della tutela degli operatori impegnati nelle attività di montaggio e smontaggio dei grandi palchi in occasione di eventi musicali e di spettacolo. Lo scorso 8 agosto, sulla Gazzetta ufficiale, è stato pubblicato il decreto ministeriale 22 luglio 2014 che estende a questo specifico comparto le disposizioni in materia di prevenzione previste dal titolo IV del D.Lgs. n. 81/2008 (“Testo unico per la sicurezza”).

 Il provvedimento – come sancito dal “decreto del fare” – indica le modalità con cui le disposizioni che regolamentano la sicurezza nel cantieri temporanei e mobili, si applicano anche agli specifici settori degli spettacoli cinematografici, teatrali e di intrattenimento e alle manifestazioni fieristiche.

Una scelta, questa del legislatore, che comporta l'assegnazione della responsabilità dell'opera e della sicurezza degli operatori che la devono realizzare in capo alla figura del committente, riconducendo tale comparto a quella struttura gestionale e organizzativa ben definita proprio dal Titolo IV del Testo Unico per la sicurezza e dalla normativa comunitaria che questo, a sua volta, recepisce.
 



 

TAVOLE ILLUSTRATIVE

 

Gli infortuni lavorativi nell’ «Allestimento palchi, stand e scenografie»

 

(Fonte: elaborazione ANMIL su dati INAIL- Banca dati statistica)

 

 

INFORTUNI SUL LAVORO PER TIPO DI CONSEGUENZA

 

 

 

 

 

 

 CONSEGUENZA

         2009

         2010

         2011

         2012

 2013(*)

 

 

 

 

 

 

 Inabilità temporanea

            338

            365

            307

            300

            235

 

 

 

 

 

 

 Inabilità permanente

              23

              30

              35

              30

              25

 

 

 

 

 

 

 Morte

-

-

                1

                1

                1

 

 

 

 

 

 

 TOTALE

            361

            395

            343

            331

            261

 

 

INFORTUNI SUL LAVORO PER SESSO

 

 

 SESSO

         2009

         2010

         2011

         2012

 2013(*)

 

 

 

 

 

 

 Maschi

            342

            379

            327

            316

            252

 

 

 

 

 

 

 Femmine

              19

              16

              16

              15

                9

 

 

 

 

 

 

 TOTALE

            361

            395

            343

            331

            261

 % femmine

            5,3

            4,1

            4,7

            4,5

            3,5

 (*) dati provvisori

 

 

 

 

 

 

 

INFORTUNI SUL LAVORO PER REGIONE (principali). Anno 2013