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SONNOLENZA AL VOLANTE: UN KILLER SILENZIOSO ED IMPLACABILE

 

La tragedia dell'autobus degli studenti Erasmus coinvolti nel pauroso incidente in Catalogna che ha fatto 13 morti (di cui 7 giovani italiane) e 34 feriti, ripropone ancora una volta come la strada, specialmente in condizioni di stanchezza e di stress, rappresenti un pericolo mortale per tutti, lavoratori e non.

I recentissimi dati diffusi all’ O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel suo “Rapporto globale sulla sicurezza stradale 2015” sono, a dir poco, allarmanti: 1.250.000 persone muoiono ogni anno nel mondo a causa degli incidenti stradali. Secondo le stesse statistiche la strada - e l’incidente in Catalogna ne è la tragica riprova - è la principale causa di morte per i giovani tra 15 e 29 anni.

In particolare, la strada rappresenta un pericolo costante e di assoluta gravità quando si tratta di operatori per i quali la strada costituisce il proprio “posto di lavoro” come autotrasportatori, conducenti di autobus, taxisti, commessi viaggiatori, ecc.

Nella dinamica di questi incidenti, che coinvolgono persone che per lavoro passano lunghe ore alla guida a volte con turni massacranti e ritmi di lavoro al limite delle capacità umane, la sonnolenza alla guida, pur essendo all'origine di molti incidenti, è ancora sottostimata come fattore determinante di rischio. Le statistiche indicano genericamente come prima causa di incidente stradale la “distrazione”, che spesso è frutto proprio della stanchezza e della sonnolenza del guidatore. Quest'ultima circostanza quasi mai viene presa in esame di per sé come “causa”, messa in ombra da fattori più evidenti e misurabili (velocità eccessiva, situazione meteo, condizioni del veicolo o delle strade etc.).

I risultati di una recente ricerca sulla sicurezza stradale elaborata dalla “Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno” indicano che in Italia almeno un incidente stradale su cinque è causato da un colpo di sonno. L'indice di mortalità, in questi casi, è superiore alla media giornaliera per tutto l'arco di tempo che va dalle ore 20 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo proprio intorno alle 4 del mattino (5,7 decessi ogni 100 incidenti). "Mettersi al volante sbadigliando - avvertono gli esperti della Fondazione - magari dopo aver dormito poco o male è come guidare dopo aver bevuto un litro di vino in un'ora a digiuno. In situazioni di sonnolenza il rischio di incidenti alla guida aumenta notevolmente, con un coefficiente di rischio pari a 3,71, più che doppio rispetto all'1,68 causato dal consumo di alcol o droghe".

“Appare del tutto evidente – ha commentato Franco Bettoni, Presidente nazionale ANMIL - come gli infortuni stradali rappresentino una vera e propria emergenza mondiale, di cui purtroppo non si parla abbastanza ma che invece richiederebbe una attenzione continua soprattutto sul piano dell’analisi approfondita e dettagliata del fenomeno, al fine di intervenire con iniziative di prevenzione mirate ed efficaci”.

A tal fine sono necessarie misure idonee di verifica e di controllo che riguardino non solo lo stato di efficienza dei veicoli, le condizioni stradali e meteorologiche, ma che mettano al centro dell’attenzione il ruolo del fattore umano. Ritmi di lavoro stressanti, turni eccessivamente prolungati, condizioni psicofisiche non idonee, sono tutti fattori che vanno contrastati con tutti gli strumenti e i mezzi disponibili, anche innovativi o sperimentali.

 

“Noi dell’ANMIL, che da oltre 70 anni impegniamo tutte le nostre forze per la tutela e la salvaguardia della vita umana – ha proseguito Bettoni – riteniamo che la cultura della sicurezza debba partire dalle scuole, dalle nuove generazioni che saranno gli uomini e i lavoratori di domani. In questo senso non possiamo che apprezzare, pur nel profondo cordoglio per le vittime dell’immane tragedia avvenuta in Catalogna, come proprio dai banchi di scuola, precisamente all’Istituto tecnico Pesenti di Bergamo, sia nata l’idea di un dispositivo tanto semplice quanto geniale che potrebbe risolvere il problema della sonnolenza al volante. Si tratta di uno strumento, denominato “Helios”, costituito da un sensore di pressione che emette un suono molto acuto allorché la pressione delle mani sul volante si allenta a causa di un principio di sonnolenza da parte dell’autista del mezzo.

Il nostro auspicio è che iniziative di questo genere, specialmente se ideate da giovani sensibili a queste tematiche, trovino una sempre maggiore diffusione e risposte concrete da parte delle istituzioni competenti al fine di contrastare con sempre maggiore efficacia un fenomeno diventato inaccettabile”.

 

 

di Franco D’Amico

Coordinatore Servizi statistico-informativi ANMIL

 

La recente tragedia che ha distrutto una band di giovani musicisti di Fossano che rientravano di notte da un concerto, a seguito di un gravissimo incidente stradale avvenuto sulla A21 che ha causato 4 morti e 5 feriti, ripropone ancora una volta come la strada, specialmente in condizioni di stanchezza e di stress, rappresenti un pericolo per tutti i lavoratori e non solo.

È noto, infatti, come ancora oggi nel mondo gli incidenti, quelli stradali rappresentino una delle principali cause di infortuni, invalidità permanenti e di morti.

I dati diffusi recentemente dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel suo “Rapporto globale sulla sicurezza stradale 2015” sono, a dir poco, allarmanti: 1,25 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo a causa degli incidenti stradali, che sono la principale causa di morte fra i giovani tra i 15 e i 29 anni

Nel nostro Paese la situazione non è meno preoccupante: secondo l’ultimo Rapporto ISTAT–ACI, nel 2014 in Italia si sono verificati 174.400 incidenti stradali con lesioni a persone, con 248.200 feriti e 3.330 morti.

In particolare, per i lavoratori la strada rappresenta un pericolo costante e di assoluta gravità, sia che si tratti di operatori per i quali la strada costituisce il proprio “posto di lavoro” (parliamo di autotrasportatori, conducenti di autobus, taxisti, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione stradale, o di altre tipologie che per lavoro si spostano con mezzi di trasporto), sia di lavoratori dei più svariati settori di attività che si mettono in strada per andare o tornare dal lavoro.

In Italia nel 2014 sono stati denunciati all’INAIL circa 92.000 infortuni stradali (tra infortuni in occasione di lavoro e in itinere) su un totale di circa 663.000 infortuni, con una percentuale pari circa al 14%. Molto più elevata la quota di infortuni mortali accertati stradali che, sempre nel 2014, sono stati 371 pari al 53,4% del totale (695). In pratica oltre la metà dei morti sul lavoro si verifica sulle nostre strade, in misura quasi equiripartita tra infortuni avvenuti in occasione di lavoro (196) e infortuni in itinere (175).

La distribuzione degli incidenti stradali nell’arco della giornata conferma una struttura del fenomeno ormai ampiamente consolidata e strettamente correlata ai tempi di vita e di lavoro delle persone coinvolte, evidenziando come la componente lavorativa abbia un peso non indifferente nella incidentalità stradale. Un primo picco sia di incidenti che di morti si riscontra, infatti, tra le 8 e le 9 del mattino, fascia oraria nella quale normalmente si effettuano gli spostamenti casa-lavoro; un secondo picco si osserva tra le 12 e le 13 anche in relazione alla mobilità di alcune categorie di lavoratori che usufruiscono dell’orario non continuato.

Ma la punta massima in assoluto di incidentalità si registra tra le ore 17 e le 18al termine cioè del turno di lavoro. È una fascia oraria in cui si combinano gli effetti dell’aumento della circolazione stradale per tornare dal lavoro verso casa con quelli di altri fattori quali l’accumulo di dispendio di energie e di stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva per il venir meno della luce naturale non ancora pienamente sostituita da quella artificiale. Il tutto può risultare poi aggravato dalle avverse condizioni meteorologiche che, in particolare nei mesi autunnali e invernali e soprattutto al Nord (le famose “nebbie in Val Padana”) creano frequentemente situazioni di altissimo rischio.

Nelle ore notturne poi, data la più ridotta mobilità, il numero di incidenti diminuisce nettamente ma cresce in misura enorme il tasso di mortalità.

Tra questi ultimi casi rientra anche il grave incidente sulla A21 dove il 6 marzo la Band “Tony Mac Music Show” di Fossano, specializzata in feste di piazza e matrimoni, composta da Antonio Levrone, Paolo PapiniMarco Inaudi e Gianpaolo Giacobbe, è andata distrutta. A loro la “SOS Musicisti” (http://www.sosmusicisti.org/) sta dedicando attenzione in quanto Associazione che si occupa di legislatura dello spettacolo.

E anche a loro è dedicato il “Tour per la Sicurezza sul Lavoro” realizzata dalla Fondazione ANMIL “Sosteniamoli subito”, avvalendosi del supporto dell’ANMIL, e con il Patrocinio del Senato della Repubblica e dell’ANCI che partirà il prossimo 28 aprile.

 

Per saperne di più consultare il seguente link: http://www.tourfondazioneanmil.it/