IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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TUTTI VOGLIONO ESSERE "PRIMI IN SICUREZZA"

 

Tutti vogliono essere primi in sicurezza. Sta arrivando a studenti e scuole di ogni parte d'Italia il tam tam dell'AMNIL e della Rivista OKAY!, promotori dell'edizione numero quindici del concorso "Lavoro: Vai sul sicuro!". Basta pensare che erano più di mille i ragazzi che a Mola di Bari, in Puglia, hanno incontrato qualche giorno fa il direttore di OKAY!, Roberto Alborghetti, che segue l'iniziativa dalla prima ora. È uscito soltanto un mese fa il bando che porterà a Roma, per la premiazione di fine maggio, alcune centinaia di studenti degli istituti di ogni ordine e grado, dalle materne alle superiori. Età diverse, un solo obiettivo: realizzare il lavoro migliore in una categoria, a scelta,  tra grafica e disegni, testi e ricerche, video e web, rap. Sì, proprio il rap, che dallo scorso anno, complice il testimonial dell'ANMIL Skuba Libre, finalista di Italia's Got Talent, ha contagiato piccoli e grandi con ritmi poetici, a sfondo sociale. "Qualcosa cambierà" si intitola il brano che il rapper ha dedicato alle vittime del lavoro e qualcosa sta già cambiando, a partire dai banchi di scuola. Una competizione, quella innescata da "Primi in sicurezza", che coinvolge anche gli insegnanti. "Da Natale ad oggi - ci dice Alborghetti - sono tantissimi i docenti, a cominciare dai referenti della sicurezza, che mi contattano per dire che stanno progettando con i ragazzi i lavori da presentare entro la scadenza del bando, fissata per il prossimo 31 marzo". E così, dopo il "Qui ci casco" dell'edizione dello scorso anno, il "Vai sul sicuro" di quest'ultima è diventato il filo conduttore dell'impegno dei prossimi due mesi di scuola. "Uno slogan - continua Alborghetti - che indica una progressione nel percorso dei ragazzi, sul piano della percezione della sicurezza nel loro ambiente di lavoro, che è la scuola stessa". Basta pensare al recente terremoto che ha colpito il centro Italia per rendersi conto di quanto gli edifici scolastici siano la prima unità di misura dell'importanza di vivere in ambienti a norma e sicuri. Compete innanzitutto a chi li abita tutti i giorni il compito di "controllare" che ogni cosa funzioni e che siano messi in atto tutti quei "dispositivi", a cominciare dalla segnaletica, che concorrono  a migliorare la sicurezza in caso di incidenti. Consapevolezza: si comincia da qui perché ragazzi e genitori camminino insieme sulla strada della prevenzione, dalle scuole alle aziende, confrontandosi giorno dopo giorno su caschi, guanti, scarpe e tutto quanto serve a garantire l'incolumità delle persone e l'integrità dei luoghi dove c'e' e deve restare vita.

Anche quest'anno sarà mantenuta la rivoluzione dei criteri introdotti nella passata edizione. In sintesi, le valutazioni sui percorsi degli studenti saranno effettuate sulle tipologie di prodotto e non sugli ordini scolastici. Traducendo: anche un bambino della scuola dell'infanzia potrà arrivare primo, battendo ai punti un ragazzo della scuola superiore, se la sua idea sarà risultata vincente in una delle quattro categorie di impegno. Il percorso sulla sicurezza sarà a tutto tondo: "Nessuno sponsor per l'ANMIL che - come tiene a precisare il presidente Franco Bettoni - punta a sviluppare un discorso non solo legato al lavoro in senso stretto, ma esteso anche al percorso casa-lavoro e al lavoro casalingo, ugualmente penalizzante, pur non essendo riconosciuto". E quando si dice a tutto tondo, in primo piano ci sono pure le nuove patologie collegate ai new media e all'uso del computer. I telefonini? "Parliamone", risponde Roberto Alborghetti, che sta portando in giro per l'Italia il suo ultimo libro  "Pronto? Sono il librofonino", edito da "I Quindici". Si tratta di 48 pagine illustrate e piene di ironia sulle problematiche derivanti dall'uso di internet e degli smartphone che assorbono, se utilizzati impropriamente, le energie dei ragazzi e incidono su umore e rendimento scolastico. Non a caso l'Associazione dei Pediatri italiani ha lanciato un vero e proprio allarme sui disturbi fisici che i cosiddetti cellulari inducono sul comportamento dei giovani. Avanti allora con ANMIL e OKAY!. Sono oltre 60 gli anni di impegno dell'Associazione e già 18 quelli della rivista cartacea e on line, che festeggia l'ingresso nella "maggiore età" con 400.000 follower nelle scuole italiane. Un sodalizio - quello tra l'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi del Lavoro e il giornalista-scrittore Roberto Alborghetti - che nasce negli anni 80, in occasione del concorso sulla "Sicurezza" promosso dalla Sezione dell'ANMIL di Bergamo. Il primo premio era andato proprio al giovane Alborghetti, all'epoca impegnato a scrivere di infortuni sul lavoro sul settimanale "La nostra domenica". Da allora ad oggi, il legame si è ulteriormente rafforzato con la riedizione, voluta dall'ANMIL, del libro "Nessuno resti indietro", dedicata da Roberto a Papa Francesco, di cui il presidente Bettoni ha fatto la presentazione. Straordinario Francesco, che ha fatto della dignità sul lavoro e dell'inclusione sociale due concetti chiave del suo pontificato. "Perché è da chi soffre, da chi ha di meno, che tutti possiamo prendere esempio per diventare migliori -  ha scritto Bettoni - intraprendendo un cammino che la società civile deve imparare a ritrovare". A cominciare dal mondo della scuola, appunto, come dice il concorso "Lavoro: vai sul sicuro!". 

 

Per maggiori informazioni sul mensile "OKAY!" e sul Direttore della Rivista, Roberto Alborghetti,  visitare il sito https://okayscuola.wordpress.com/  

 

 

Pubblicato il 3.02.2017