IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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L'ANMIL RIAPRE IL DIBATTITO SUI DIRITTI DEI DISABILI

IN MATERIA DI SESSUALITÀ

E IL FATTO QUOTIDIANO RILANCIA IL TEMA

 

"Sessualità e disabili: legge sull'assistenza o disobbedienza civile. Oggi? Masturbazione e prostituzione. In politica è tabù" è il titolo dell'articolo pubblicato da "il Fatto Quotidiano" il 21 marzo scorso, a firma di Angela Gennaro, su un tema che proprio la settimana precedente avevamo proposto in questa rubrica.

 

 

Soddisfazione, dunque, è stata espressa dal Presidente della Fondazione dell'ANMIL "Sosteniamoli subito", Bruno Galvani, che su questo diritto, negato a chi  vive quotidianamente già tante penalizzazioni, ha deciso di rivolgere il proprio impegno da diversi mesi, terminato con successo lo scorso anno il “Tour per la Sicurezza sul lavoro”, la straordinaria campagna sulla prevenzione degli infortuni che ha visto Galvani attraversare l’Italia percorrendo oltre 5.000 km sulla sedia a rotelle.

“Sono contento - ha detto Galvani - che si ritorni a parlare, anche sugli organi di informazione, di questo tema-tabù, dopo l'incontro che ho tenuto a Bologna con Max Ulivieri, che cura dal 2013 il progetto Love Giver".

Galvani ha anche aggiunto che: “….è fondamentale, da adesso in poi, aprire un dibattito trasversale alle forze politiche, che coinvolga autorevoli esponenti del mondo della cultura, delle professioni e della rappresentanza civile, affinché le persone con disabilità non si debbano vergognare di avere le stesse ‘esigenze’ delle persone normodotate”.

L'ANMIL si impegna quindi a pubblicare, sulle colonne del suo sito, le opinioni di quanti vorranno contribuire a mantenere vivo il dibattito allo scopo di accelerare l'iter della legge per l'assistenza sessuale ai disabili.

"Un diritto - ci tiene a ribadire Galvani - che rientra tra i diritti inviolabili delle persona umana che l'articolo 2 della Costituzione impone di garantire".

 

 

SESSO E DISABILI, UN DIRITTO NEGATO

 

Sesso e disabili? Un interrogativo ancora senza risposta. Ma più che di un interrogativo potremmo parlare dell'ennesimo diritto negato. Lo ha sancito la Corte Costituzionale con questa sentenza, emessa già una trentina di anni fa: "Essendo la sessualità uno dei modi essenziali di espressione della persona umana, il diritto di disporne liberamente è senza dubbio un diritto soggettivo assoluto, che va ricompreso tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione ed inquadrato tra i diritti inviolabili della persona umana che l'articolo 2 impone di garantire". Traducendo: la violazione dei diritti sessuali "costituisce violazione dei diritti all'uguaglianza, alla non discriminazione, alla dignità e alla salute". Ed è proprio questo l'incipit del primo disegno di legge trasversale ai partiti "per la sessualità assistita delle persone con disabilità", presentato in Senato il 9 aprile del 2014, a cui l'11 novembre del 2016 ne è seguito un secondo, speculare, firmato da Forza Italia, in cui si chiede "l'istituzione della figura dell'educatore al benessere sessuale per le persone disabili".  Ma fino ad oggi tutto tace. Resta il fatto che, nel nostro Paese, ci sono circa 4 milioni di persone con disabilità, fisica o mentale, che non sono in grado di avere relazioni interpersonali complete a causa di una ridotta autosufficienza. Alle loro limitazioni si aggiunge un aspetto fisico non sempre rispondente ai modelli estetici dominanti e non mancano i pregiudizi che percepiscono le persone disabili come asessuate. Quali le alternative? Le professioniste della strada? La buona volontà dei genitori? Soluzioni, queste, che non vanno certamente nella direzione del rispetto della dignità della persona. Le cose non vanno così in tanti paesi europei, come Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Austria, dove la figura dell'assistente sessuale per i disabili è già realtà.

Per evitare che i disegni di legge finora presentati si arenino tra le maglie della burocrazia o, ancora peggio, finiscano nel dimenticatoio si è mosso il presidente della Fondazione dell'ANMIL "Sosteniamoli subito", Bruno Galvani, che proprio in questi giorni ha incontrato Maximiliano Ulivieri, fondatore e presidente dell'Associazione LoveGiver, che in inglese significa assistente sessuale. Era stato proprio lui a scrivere, insieme al senatore Sergio Lo Giudice, il disegno di legge datato 2014, di cui l'esponente del PD era stato primo firmatario. Ci dice Galvani: "Prima di muovermi ho proposto al Consiglio di Amministrazione della Fondazione di fare sua questa battaglia di sensibilizzazione dell'opinione pubblica per fare leva sulle pubbliche istituzioni". E il via libera è subito arrivato. A quanto pare anche un fotografo di grido, come Oliviero Toscani, ha manifestato interesse per questo tema che mette insieme i concetti di amore e di solidarietà per favorire il pieno sviluppo di ogni persona. Galvani non ha perso tempo e si è messo in marcia. Lui che di lunghe marce se ne intende, avendo percorso un anno fa tutta l'Italia, sulla sua carrozzina elettrica, nel nome della sicurezza sul lavoro. La prima tappa di questa nuova impresa è stata Bologna, a casa di Max, un esperto di turismo accessibile che sale e scende dagli autobus, con le sue "quattro ruote", per presentare il libro "LoveAbility". Un manuale, edito dalla Erickson, in cui raccoglie, per la prima volta, risposte sul tema della sessualità e della affettività nel mondo dei disabili, dando voce a testimonianze e a ricerche di esperti. Anche Ulivieri si dice pronto, con il suo Comitato, a rilanciare il disegno di legge che giace in Parlamento. LoveGiver ha attualmente al suo attivo 67 convegni in tutta Italia e 32 corsi di formazione per educatori all'interno di strutture e famiglie. La sperimentazione è già partita. Adesso tocca alla legge.