IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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QUANDO VINCE L'AMORE, IN NOME DI OGNI DONNA 

 

Contro l'amore malato c'è l'amore che si rafforza con la malattia. Si chiamano Franco, Francesco e Brunello tre mariti esemplari di tre donne speciali. Basta sfogliare il calendario "Donne che Vincono", un must firmato nel 2012 dalla fotografa Tiziana Luxardo con l'ANMIL, per trovare i volti di tante donne, infortunate sul lavoro, che hanno "vinto" la loro battaglia con la vita. Donne-lavoratrici che, nonostante i segni sul corpo e nella psiche, hanno combattuto per ritrovare se stesse e andare oltre. Ma non da sole. Lo dicono le testimonianze di chi, accanto a loro, ha raccolto la sfida, a conferma di come amore e condivisione siano sinonimi, non solo nella buona, ma anche nella cattiva sorte. 

È accaduto ad Annunziata, vittima di un trattore che le ha rubato il braccio destro quando aveva 29 anni, due figli, un marito e un futuro davanti, ancora tutto da attraversare. Ogni azione quotidiana era diventata difficile, "da allacciare le scarpe a tagliare il pane sino ad abbracciare i figli con un solo arto". Annunziata si racconta così. Ma Franco, suo marito, non è rimasto a guardare. "Il trauma è stato grande - ci dice - ma con l'andare del tempo le cose sono venute da sole. Io e i miei figli ci siamo aiutati l'uno con l'altro e lei non finiva mai di sorprenderci con la sua forza, inimmaginabile". E adesso che Franco è disoccupato e Annunziata avrebbe bisogno di maggiori cure (sono passati più di vent'anni dall'incidente), le istituzioni sono sempre più assenti, ma loro non si abbattono e dicono con orgoglio che non si possono lamentare. Continua Franco: "Ne abbiamo passate tante e ringraziando Dio stiamo tutti bene, un figlio si è sposato e un altro si sta per sposare. Il nostro è un rapporto bello, al di là di quello che è successo". 

Bello come quello di Maria Pia e Francesco. Lei  aveva solo vent'anni quando il suo braccio destro è finito in un macchinario della lavanderia di un grande albergo, dove lavorava nel periodo estivo. Nessuna protezione e ritmi ininterrotti, un mix micidiale dal finale annunciato: nessuna speranza di salvare quell'avambraccio bruciato dalle alte temperature e per i soccorsi che non arrivavano mai. "Non è stato facile - racconta Maria Pia - ma amo la vita e anche oggi sono felice di vivere". E l'amore per la vita l'ha premiata con l'arrivo di Francesco, qualche anno dopo, che l'ha sposata. "Quando ho conosciuto Maria Pia - ricorda Francesco - era una ragazza come tutte le altre e adesso abbiamo due bambini, uno di sei anni e l'altro di quattro mesi". E ricorda con orgoglio la bravura della moglie quando ha preso la patente, dimostrando ogni giorno di avere una marcia in più. "Siamo felici, più felici di tante coppie - aggiunge  Francesco - vorremmo soltanto che non accadesse ad altri quello che è capitato a noi".

Forza e altruismo ritornano nei racconti di donne e di uomini che vivono insieme momenti difficili e riescono a trasformarli in risorse per se stessi e per gli altri. Così è stato anche per Silvana e Brunello, 48 anni di unione, sempre l'una accanto all'altro. Insieme quando il verdetto di "asbestosi", datato 2000, ha messo a rischio la vita di Silvana, cambiando ritmi e percorsi del cammino comune. Tra visite periodiche in corsia e sentenze nelle aule dei tribunali, Brunello non ha mollato la sua Silvana un solo attimo per debellare quelle ferite da amianto, non sempre visibili, che un ambiente lavorativo inquinato ha prodotto in una donna che, per anni, è uscita di casa senza sapere che, insieme allo stipendio, stava maturando anche la malattia. "Abbiamo cambiato tutto, persino casa - racconta Brunello - per stabilizzare la salute di Silvana e siamo fortunati a vivere gli anni della pensione nella campagna di Nepi, tra il verde della natura e l'aria pulita". E conclude: "Abbiamo però combattuto tanto e soprattutto non ci siamo persi d'animo, lei per prima e io con lei". 

"Donne che Vincono", ma anche uomini che vincono. Uomini che amano le donne. Per questo abbiamo voluto raccogliere le loro voci e scrivere una pagina di cronaca "bella" in mezzo a tante di cronaca "brutta". Perché di persone che rischiano di perdere due volte, nella vita e nell'amore, ne abbiamo incontrate tante, anche in seguito ad un incidente sul lavoro.

Per questo vogliamo ripartire da qui, dall'unione tra donne e uomini, proprio nella settimana del tanto carosellato San Valentino, per ritrovare "forza, coraggio, ragione". Come recita la bella canzone "In nome di ogni donna" di Mariella Nava, accompagnata dalla voce di Stefano De Sando, che premia chi si mette in gioco per denunciare le violenze che, all'interno di una coppia, uccidono l'amore. In nome di ogni donna. 

 

Pubblicato il 17.02.2016