IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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RIFLESSI NEGLI SGUARDI DELLE DONNE. 
AL VIA IL CONCORSO DI POESIA DELL'ANMIL

 

 

È una questione di sguardo. Perché è proprio nello sguardo delle donne che si riflette il loro stato d'animo, la loro emozione. Da questa premessa è nata l'idea, in casa ANMIL, di dare vita ad un concorso di poesia sul lavoro insicuro. E chi meglio delle donne infortunate, aderenti all'Associazione, poteva avere questa intuizione? Vittime di infortunio, ma non solo, perché ci sono anche madri, vedove, figlie e mogli di vittime del lavoro, che ogni giorno portano sul loro volto il peso di una famiglia ferita.

La gara poetica è stata lanciata in occasione della festa della donna, con la partnership di Gangemi Editore, che pubblicherà una raccolta dei migliori componimenti selezionati. Ma, quando si parla di infortuni, c'è ben poco da festeggiare. Qualcuno ci chiederà se era proprio necessario parlare del fenomeno infortunistico al femminile. Certo che sì. "Perché è opinione diffusa che siano soprattutto gli uomini a farsi male sul lavoro. E invece non è così, perché sono tantissime le donne che si infortunano, in particolare dentro casa": la risposta è del presidente dell'ANMIL, Franco Bettoni, il primo sostenitore dell'iniziativa.

Basta leggere i dati dell'Inail per capire che, proprio fra le pareti domestiche, si verificano le condizioni più pericolose per la salute delle persone. Per questo motivo, insieme all'idea del concorso, l'Associazione ha deciso di elaborare anche un focus giuridico-statistico su uno spaccato del mondo del lavoro femminile tra i più rischiosi e, allo stesso tempo più sottovalutati, come quello di colf e badanti. 

Si tratta di rischi sia legati all'ambiente di lavoro (cadute, gas, elettricità, fattori chimici e alimentari), sia all'attività lavorativa (orari, isolamento e movimentazione di carichi pesanti). Un'analisi dettagliata in termini giuridici è stata effettuata, in proposito, dalla responsabile del settore Lavoro e Sicurezza dell'ANMIL, Maria Giovannone. Nella realtà odierna le cosiddette attività domestiche, diversamente da quanto si pensa, non sono svolte soltanto da straniere, ma a causa della crisi economica registrano un grande ritorno anche delle donne italiane.

Parlano chiaro le cifre della ricerca curata dal coordinatore dei servizi statistico-informativi dell'ANMIL,  Franco D’Amico, che segnala un +13% delle lavoratrici italiane e un -1% di quelle straniere. Anche se è bene sottolineare che, quando si tratta di donne, non  si può fare riferimento soltanto ai numeri, ma occorre tenere conto di affetti, di sentimenti, di vita.

Nei fatti, non ci sono norme che possono essere applicate se non si ricomincia dall'attenzione per la persona se non esiste una effettiva inclusione sociale e se non si parte dal riconoscimento delle esigenze individuali. Necessità che - come sostiene il vice presidente di Assindatcolf (l'Associazione nazionale Datori di Lavoro Domestico), Andrea Zini “vanno analizzate all'interno di un contesto familiare mutato, dove cioè datore di lavoro e lavoratore condividono gli stessi problemi”. 

C'è un mondo, quindi, riflesso negli sguardi delle donne che è nostro dovere incominciare a leggere e a comprendere. Per questo il concorso di poesia dell'ANMIL prende le mosse da un binomio fatto dalle parole "donna e infortunio". Un concorso aperto a tutti perché, oltre alle donne infortunate, possono partecipare mariti, amici, figli.

Si tratta di punti di osservazione diversi e che esprimono sia la visione della donna infortunata, sia quella di coloro che si riflettono nel suo sguardo. Le implicazioni sono talmente tante che nessuno potrà sentirsi escluso. Davvero toccanti le storie che alcune rappresentanti del Gruppo Donne dell'ANMIL per le Politiche Femminili hanno incominciato a raccontare, tra lacrime e sorrisi, come accade a chi si trova a ripercorrere la propria vita, partendo dall'evento che l'ha segnata. E l'emozione diventa parte integrante del racconto e va oltre le parole, arrivando dritta al cuore. “È proprio questo che mi interessa, parlare di diritti senza dimenticare le emozioni, perché è soltanto così che può cambiare l'approccio culturale”, ci dice la presidente del Collegio dei Sindaci dell'ANMIL, Isabella Aiello, che è anche funzionario del Ministero del Lavoro. Lo ribadisce il presidente del CIV, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INAIL, Francesco Rampi, colpito dai racconti di Graziella Nori, Maria Agnello, Silvana Zambonini. Storie diverse, ma unite da un solo filo conduttore: la vita che si interrompe da un momento all'altro e che ricomincia in salita.

Ma dal negativo si passa al positivo, dal dramma all'opportunità di mettere la propria sofferenza al servizio degli altri: è ciò che accade alle donne guerriere dell'ANMIL, fragili e forti nello stesso tempo.

Da qui la poesia che emerge dai loro racconti, a cui ne seguiranno altri. L'ANMIL li raccoglierà da adesso sino al 21 luglio. La Giuria è pronta. In prima linea ci sono le giornaliste Giuseppina Paterniti, vice direttore della TGR, la Testata Regionale della Rai e Simona D'Alessio, che scrive su Italia Oggi di temi del lavoro e sociali. Con loro la cantautrice Mariella Nava, da oltre dieci anni testimonial dell'ANMIL. Anche Emilia Gangemi, la giovane titolare della Casa Editrice di famiglia, che festeggia 55 anni di vita, crede fortemente nel progetto "perché - sono parole sue - è l'entusiasmo che muove tutto".

A questo punto non ci resta che invitare i nostri lettori a partecipare numerosi. E buona scrittura.

 

Pubblicato il 10 marzo 2017