IL COMMENTO DI LUCE TOMMASI


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CIAO FAUSTO. I tuoi amici dell'ANMIL ti ricordano così. 

 

NO, FAUSTO NO..... È soltanto uno dei tantissimi commenti che sono stati affidati a Facebook ieri pomeriggio, dopo la morte di Fausto Mesolella. Perché lui, il mitico chitarrista degli Avion Travel, ieri pomeriggio è andato via, di corsa, stroncato da un infarto, lasciando tutti noi increduli e con le lacrime agli occhi. L'ANMIL e il Comune di Terracina lo avevano annunciato, proprio ieri mattina, nella conferenza stampa che si è tenuta in Municipio per presentare il concertone del prossimo primo maggio. Fausto Mesolella, che era entrato a far parte dei testimonial dell'Associazione, avrebbe dovuto calcare il palco dell'Arena del Molo, dedicato alla Festa della Sicurezza sul Lavoro. Un coro di voci si è levato da Terracina: "Ma come?... Lo abbiamo appena nominato... Doveva essere qui con noi...". E anche io, poco fa, prendendo in mano la cartellina blu con lo stemma del Comune del litorale laziale, non riuscivo ad accettare che Fausto non potrà più suonare. Avevo conosciuto il grande Mesolella - perché di un grande parliamo - esattamente un mese fa. Ero a Rieti, in occasione di un altro concerto dell'ANMIL, dedicato alla prevenzione nelle aree terremotate. Lui correva su e giù per il palco, attento soltanto a sistemare le sue apparecchiature. Seminava plettri alle sue spalle, come le briciole di Pollicino, mentre lo inseguivo per fargli una intervista. Macché, Fausto pensava soltanto al concerto con in ragazzi del Liceo Musicale dell'Istituto "Elena Principessa di Napoli", in mezzo ai quali doveva esibirsi. "Suonerò soltanto tre o quattro pezzi, ma i miei sono pezzi lunghi": mi aveva detto, rinviando le chiacchiere a dopo la performance. Sono bastati alcuni arpeggi per incantare il pubblico. Tanto che la mia amica reatina Alessia - seduta in platea a pochi metri dalla moglie di Mesolella, Elisabetta - non ha indugiato ad alzarsi immediatamente per portarsi a casa il suo ultimo Cd "CantoStefano", costruito sui versi di Stefano Benni. Semplice e intenso, in simbiosi con la sua chitarra preferita, quella segnata dalle emozioni di un cinquantennio, Fausto era lì con la sua amata musica, solo in mezzo a tanti. "Io non ho mai studiato al Conservatorio - mi ha detto - ma andrò a scuola dopo i settant'anni, così potrò finalmente capire le cose che ho fatto durante tutta una vita". Ma questo tipo di scuola per lui non doveva arrivare, forse perché lui era già oltre la scuola. Lui "era" e per noi "sarà", anche nella vita oltre la vita. Concludo questo ricordo personale con gli omaggi di due amici di Fausto Mesolella, amici anche miei. Il primo è firmato da un altro artista del Sud, chitarrista come lui, Pino Azzardo: "Non era solo un grande  musicista...ma era elegante...mite...umile...onesto...sei destinato a vivere in eterno, sarai sempre con noi ad ogni nota tua...vivrai in e con noi tutti...ciao Fausto...ho il cuore a pezzi... che le nuvole ti siano lievi...".

Il secondo ricordo è di un altro Fausto, Fausto Pellegrini, giornalista di Rainews24 e raffinato chitarrista: "La musica prima di farla bisogna amarla. Caro amico Fausto voglio ricordarti così, con queste tue parole, dette mentre festeggiavi le nozze d'oro con la chitarra e iniziavi a fare il dicitor cantante. Non è giusto quello che è successo. La morte non la capisco, questa ancora meno. Comunque sia, Ti voglio bene amico mio. Ovunque tu sia, ricordatelo".

 

Pubblicato il 31.03.2017

 

Scriveva Luce Tommasi all'indomani del Concerto di Rieti:

 

LA CHITARRA DI FAUSTO MESOLELLA SUONA
PER IL LAVORO IN SICUREZZA


Impugna la sua chitarra e la agita in aria Fausto Mesolella, mentre la mostra al pubblico come un trofeo. Ha l'orgoglio di un guerriero che mostra i segni delle ferite di una vita vissuta, in simbiosi con quel pezzo di legno, che prende vita quando emana armonie di suoni. Accade sul palco dell'Auditorium "Varrone" di Rieti, in occasione del concerto "Diritto al lavoro in sicurezza. Parole e musica ", promosso dall'ANMIL con il patrocinio del Comune. Ma, di chitarre, ne ha messe insieme una trentina, in oltre cinquant'anni di impegno, questo artista eclettico: chitarrista, compositore e arrangiatore. Aveva dodici anni Fausto, casertano, quando frequentava il Convitto Nazionale e tutti i giorni, durante l'ora di ricreazione, preferiva esercitarsi con gli arpeggi anziché andare a giocare a pallone con i compagni. Una passione che, da autodidatta, ha coltivato per tutta la vita.

"Un'ora di esercizio al giorno leva il medico di torno" mi dice, ripensando alla sua adolescenza e tiene a precisare che, da quelle trenta chitarre, non si è mai separato e ancora oggi "suonano" tutte con lui. 

Dalle feste di piazza, ai battesimi, ai matrimoni: aveva cominciato così a suonare in pubblico. "Che Dio li benedica - continua Mesolella - è proprio lì che ti misuri perché, se non sei bravo, la gente non ti chiama più e capisci subito se hai la stoffa del musicista di talento".

E avanti allora, con anni e anni trascorsi a suonare dodici ore al giorno, fino all'incontro con gli Avion Travel, un sodalizio che dura anche oggi. Era il 16 gennaio del 1986, una data destinata a passare alla storia perché la stessa sera, dopo la prima prova, Fausto ha subito il furto della sua chitarra preferita, quella rossa, quella meravigliosa. "Era un segnale" mi dice Mesolella, che aggiunge "il primo amore non si scorda mai". Una chitarra che va, un destino che viene: di lì a poco infatti - era il 1987 - la vittoria, proprio con gli Avion Travel, della prima edizione di Sanremo Rock, a cui ne sarebbe seguita una seconda nel 2000, nella categoria dei big, con il brano "Sentimento".

Il resto è ormai materia di Wikipedia. Ma è certo che Mesolella, di fronte agli allievi del Liceo Musicale "Elena Principessa di Napoli", non ha suonato soltanto una chitarra, ma ha tirato fuori una intera orchestra da quello strumento. Questo il commento della cantautrice Mariella Nava, con me dietro le quinte a seguire ogni nota di Fausto, quel portento che lei non ha esitato ad accogliere nella sua casa discografica "Suoni dall'Italia". Uno spazio creato apposta per amplificare le voci di tanti autori, giovani e meno giovani, che non seguono le leggi del mercato, ma quelle dell'emozione.

E di emozione ne è passata tanta fra il pubblico della platea reatina, dalla rivisitazione di Domenico Modugno a quella di "O sole mio" per arrivare ad una personalissima interpretazione del tango argentino di Astor Piazzolla. "Ho lavorato con tanti grandi della canzone italiana e per non fare torto a nessuno - afferma Mesolella - voglio soltanto ricordare Gabriella Ferri, perché da tutti ho imparato e tutti hanno avuto un ruolo importante nella mia vita". Sperimentare, sperimentare sempre: potrebbe essere questa la parola d'ordine di un artista che non ha mai smesso di osare con le corde del suo strumento.

"Perché sono qui, con l'ANMIL, per sostenere il lavoro in sicurezza? Perché durante tanti anni, trascorsi su palchi minati, ho capito che anche noi artisti rischiamo tutti i giorni. Basta mettere un piede in fallo per precipitare dall'alto o inciampare in una presa di corrente e restare fulminati". Più chiaro non poteva essere Fausto Mesolella, che ha portato a Rieti anche il suo Cd "CantoStefano", il primo lavoro in veste di cantautore, in cui dà voce alle poesie che gli erano state donate da Stefano Benni. Il ricavato della vendita andrà in parte a sostegno della costruzione del monumento dedicato alle vittime del lavoro della provincia reatina, così come parte dei proventi di "Epoca", l'ultima creazione di Mariella Nava, che ancora una volta non ha fatto mancare il suo supporto alla causa dell'ANMIL. Semina plettri dietro di sé il chitarrista, mentre si sposta da una parte all'altra della scena, per mettere a punto le basi della sua performance. I musicisti in erba del Liceo Musicale, anche loro sul palco, sbirciano i suoi movimenti, seguendolo estasiati, e lui dice che sono tutti bravissimi. "Io non sono mai andato a scuola - precisa con orgoglio - ma lo farò, dopo i settant'anni, così potrò finalmente studiare le cose che ho fatto durante tutta la vita e forse le capirò".

 

Sito ufficiale di Fausto Mesolella >>

 

Pubblicato il 4.03.2017