IL COMMENTO DELL'AVV. CESARE BULGHERONI


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ANMIL PARTE CIVILE AL PROCESSO CONCORDIA BIS, AL PROCESSO JOLLY NERO E NELLE INDAGINI PER L'INCIDENTE DI TARRAGONA IN SPAGNA

 

 

Il 24 marzo scorso ANMIL con l'assistenza dell'Avv. Massimiliano Gabrielli di Roma ha partecipato alla seconda udienza del processo contro l'ex comandante Schettino svoltasi di fronte al Tribunale Penale di Grosseto e riguardante le violazioni alle norme antinfortunistiche e di sicurezza sul lavoro accadute a bordo della Concordia durante la fase dell'emergenza ed in cui hanno trovato la morte, oltre a 26 passeggeri, anche sei marittimi imbarcati.

Nel processo di Grosseto ANMIL chiede di essere risarcita per i danni morali subiti per il mancato rispetto delle norme a tutela della sicurezza dei lavoratori poiché il suo Statuto prevede oltre all'assistenza alle vittime degli incidenti sul lavoro la promozione delle attività di prevenzione degli infortuni e tale finalità é stata vanificata dal mancato rispetto delle normative di settore grazie soprattutto alle politiche economiche di risparmio sulla sicurezza dell'armatore.

Proprio l'armatore chiamato nel processo come responsabile civile - cioè come soggetto che dovrà pagare i danni causati dai reati posti in essere dall'imputato - ha chiesto il rinvio dell'udienza del 24 marzo eccependo un difetto formale riguardante il termine della notificazione della sua chiamata in causa. Il Tribunale per prudenza ha preferito rinviare l'udienza al 30 maggio p.v. peraltro segnalando che comunque intende decidere il processo entro luglio per evitare problemi di prescrizione.

 

Il 25 marzo l'Avv. Alessandra Guarini, accompagnata dall'Avv. Cesare Bulgheroni, si è costituita parte civile per ANMIL nel processo di Genova per l'errata manovra del Jolly Nero, nave porta container, che in uscita dal porto della città ligure ne abbatteva la torre piloti causando la morte di ben nove marittimi.

In questo caso la manovra errata che ha causato l'incidente è attribuibile non solo e non tanto all'errore umano quanto alle condizioni di vetustà della nave che, addirittura, non era dotata di motore con marcia reversibile (non poteva passare direttamente dalla marcia avanti a quella indietro ma doveva spegnersi e poi riaccendersi così perdendo tempo prezioso) e nemmeno aveva i normali dispositivi di controllo del motore - come il contagiri - che funzionavano.

Le pericolosissime condizioni in cui navigava il Jolly nero sono quelle che giustificano la richiesta di risarcimento dei danni morali da parte di ANMIL i cui scopi statutari sono appunto quelli della prevenzione degli infortuni e dell'implementazione della cultura al riguardo con quindi la continua attività di sensibilizzazione non solo dei lavoratori ma anche e soprattutto dei datori di lavoro affinché non risparmino proprio sui dispositivi di sicurezza.

A Genova ANMIL conta ben settemila iscritti e quindi fortissima è la sensibilità dell'Associazione ai temi che vengono toccati nel processo a carico non solo del comandante del Jolly Nero e degli ufficiali di bordo ma anche del consigliere delegato della società armatrice che, pure, è chiamata a rispondere non solo dei danni subiti dalle parti lese ma altresì della propria responsabilità amministrativa consistente proprio nel in avere adottato ogni dispositivo di sicurezza per prevenire gli infortuni e gli incidenti come quello purtroppo verificatosi.

I difensori di alcuni imputati e della società armatrice si sono opposti alla nostra costituzione di parte civile - così dando atto della nostra efficacia nei processi a cui stiamo partecipando - e il Tribunale, nella persona del Giudice Monicratico Dr.ssa Carpanini, ha rinviato il processo al prossimo 4 aprile per sciogliere la riserva riguardo alla nostra ammissione quale parte civile.

 

ANMIL ha dato mandato agli Avv.ti Alessandra Guarini di Biella, Massimiliano Gabrielli di Roma e Cesare Bulgheroni di Milano, affinché esplorino la possibilità di partecipare alle indagini ed eventualmente costituirsi parti civili nel processo che si terrà a Tarragona per l'incidente stradale che ha visto la morte di ben sette ragazze italiane che erano in Spagna seguendo il programma Erasmus.

Secondo quanto si apprende, l’incidente sarebbe avvenuto per un colpo di sonno del conducente dell’autobus su cui viaggiavano le ragazze: è lo stesso autista 63enne, risultato negativo ai test per alcol e droga, che lo avrebbe ammesso: “Mi dispiace, mi sono addormentato” - “Lo siento, me he dormido”.

Si ripresenta cioè anche in Spagna il problema ben noto dei riposi obbligatori degli autisti professionali, che per le purtroppo note dinamiche speculative delle aziende di trasporti rimangono troppo spesso disattesi così esponendo gli utenti della strada a spaventosi e drammatici incidenti come quello di Tarragona. 

Il bus era partito prima dell’alba da Valencia, verso le 4, dopo aver una notte di gioia, festa, luci e fuochi d’artificio: un tour de force per gli autisti di bus della Alejandro, partiti sabato 19 alle 6.15, per arrivare 5 ore dopo a Valencia e ripartire la domenica 20 marzo alle 3.30 del mattino.

ANMIL si è nuovamente affidata a questo team di avvocati, esperti di mass tort & disaster,ovvero quei reati che vedono parti lese una pluralità di vittime (come nei casi che hanno seguito per il naufragio della Costa Concordia, quello del Norman Atlantic, delle morti da amianto alla Olivetti di Ivrea, del crollo della torre dei piloti di Genova con l’errata manovra del Jolly Nero, delle vittime da amianto all’ATM ed alla Scala di Milano e dell’incendio del terminal di Fiumicino,in cui si sono distinti per l’impulso dato alle indagini ed ai dibattimenti processuali), ed intende costituirsi – tramite il proprio patronato di Barcellona e l’assistenza del loro referente nel Colegio de Abogados de Madrid – come parte civile nel processo penale contro l’azienda datrice di lavoro dell’autista, la Autocares Alejandro per il trasporto di più di 300 studenti su 5 diversi pullman, al fine di attivare la domanda risarcitoria per danni punitivi sul modello statunitense, un maxi-risarcimento con effetto di prevenzione e deterrente per le altre aziende di trasporto. Non è irrilevante il fatto che solo pochi giorni dopo l’incidente, sia entrata in vigore nel nostro paese la nuova normativa sull’omicidio stradale, che introduce un reato specifico e pene più gravi per le morti da circolazione causati da colpa del conducente.

Sotto osservazione anche le clausole inserite nel format ESN (Erasmus student network) di iscrizione per andare alla festa di Valencia dall’associazione di studenti tra le quali c’era anche quella di declinare ogni responsabilità se uno studente subisce danni, lesioni o incidenti.

Gli Avvocati di ANMIL si faranno dunque parte attiva nel corso delle investigazioni per ottenere ogni chiarimento circa le dinamiche dell’incidente onde poter poi ottenere la severa punizione dei responsabili ed il risarcimento dei gravissimi danni morali subiti.